29 giu 2019

INTERVISTA: quattro chiacchiere tra amiche con Maria Rita Russo


Buongiorno readers e buon sabato!!
Siete al mare? A leggere un libro stese al sole? Beh allora niente di meglio che accompagnare la vostra lettura dando un'occhiata all'intervista di oggi.
Abbiamo il piacere di ospitare Maria Rita Russo autrice di alcuni stupendi romanzi.




-Quando è perché hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere da piccola: adoravo rimaneggiare storie e farle mie. Ma ho cominciato a prendere la scrittura più seriamente al liceo, quando scoprii Efp grazie a Federica, la mia migliore amica. È stata la prima ad avermi incoraggiata e spronata a continuare. Era ed è sempre stata la mia lettrice numero uno e all’inizio scrivevo proprio perché sapevo che avrebbe letto i miei capitoli. Da lì ho scoperto la mia vocazione, quest’incessante bisogno di dar sfogo alle mie storie e ai miei personaggi.

-Com'è nata la tua collaborazione con la Literary Romance?
Non proprio per caso, in realtà. Avevo da poco conosciuto la Literary e ovviamente Simona è molto conosciuta. Mi piace il loro modo di lavorare, così mi sono detta: Perché non provare? Il mio manoscritto è piaciuto ed ecco Tra le tue braccia.

-Che importanza hanno i social network e i book blogger per un'autrice?
Moltissima. I social sono il modo migliore per conoscere e far conoscere le proprie opere. I book blogger fanno una grande differenza, perché ti aiutano in quel processo che è il marketing. In Italia si pubblicano oltre 60.000 titoli all’anno e se si pensa che il lettore forte è solo una bassa percentuale, è facile intuire come molti di questi libri non saranno mai letti. Io stessa ho sempre liste infinite di libri e spesso per mancanza di tempo non riesco a leggere quello che vorrei. Per questo io stimo profondamente i book blogger, perché si sobbarcano di fatto di un lavoro gratuito, ma comunque di un lavoro, sia nel caso di una critica positiva che negativa.

-Qual è il primo romanzo che hai letto e il tuo libro del cuore?
Il primo romanzo che ho letto è stato Pattini d’argento, a scuola. Il libro del mio cuore Il Cavaliere d’inverno, di Paullina Simons

-Hai un tuo motto o una frase particolare che ti aiuta nei momenti difficili???
Non devi mollare, sei forte e supererai anche questa.
È diventato un po’ il mio mantra nell’ultimo periodo!

-3 pregi e 3 difetti che vuoi raccontarci di te.
Domanda difficile!
Pregi: positiva, fedele e coraggiosa.
Difetti: Impulsiva (ma col tempo ho notato che comincia a prevalere la razionalità), lunatica e permalosa.

-Progetti e novità?
Sto lavorando su più fronti, ho già diverse storie aperte e mi auguro di portarle alla luce al più presto. Vi dico solo che ne vedrete delle belle!

-Sarai presente al Festival del Romance?
Sì e non vedo l’ora d’incontrarvi tutti!



Parliamo del tuo ultimo romanzo 

-Come e quando è nato  'Tra le tue braccia'?
Tra le tue braccia è nato l’anno scorso. lavoravo da casa all’epoca e lessi l’annuncio di un figlio che cercava un ghostwriter per scrivere la storia del padre, anziano. Avevo già quei personaggi in testa e quell’annuncio fu come una rivelazione: iniziai a scriverlo e in meno di due mesi terminai la prima bozza. 

-Ti sei ispirata a persone o fatti reali?
In un certo senso, sì. Diciamo che non ho mai risposto a quell’annuncio, anche se lo volevo con tutte le mie forze. Ma ho preferito ricamarci sopra e scrivere una storia.

-Vivian e Samuel hanno in comune il fatto di essere stati entrambi adottati. 
Ma questo è solo uno dei punti che hanno in comune...tra loro è subito "colpo di fulmine" incontro tra anime affini...tu credi al colpo di fulmine?
Assolutamente sì. Il colpo di fulmine esiste, sta poi alle persone fare in modo che oltre alla scintilla divampi anche il fuoco. A volte si è semplicemente destinati.

-Nel romanzo viene affrontato il tema della malattia e dell'accettazione della morte... ma sempre in maniera "positiva" 
.Tu, come i protagonisti la pensi cosi?
È un tema complesso. In un certo senso, è una cosa che mi tocca da vicino. Quando sai che una persona a te cara è destinata ad andarsene a causa di un brutto male, sicuramente soffri tanto. Ma poi arriva l’accettazione e non ti resta che trarre il meglio dai momenti passati insieme, in modo da conservarne il ricordo. 

-Mi hai fatta commuovere ed emozionare tantissimo: il messaggio che ho colto dal tuo romanzo è un messaggio ESTREMAMENTE POSITIVO: quello di apprezzare tutto quello che ci circonda e di dire sempre alle persone che ci sono vicine che sono importanti per noi, che le amiamo, fino alla fine...
Troppo spesso diamo per scontato tante cose ma tu mi hai fatta riflettere ancora di più...
Grazie di cuore. Le tue parole mi fanno commuovere davvero tanto. E sono felice che siano passati questi messaggi, al di là della storia d’amore. I rimpianti non fanno bene né al cuore né all’anima.

-Uno dei punti forti è la narrazione in prima persona dei due protagonisti.
E' stato più facile scrivere la parte di Vivian o la parte di Samuel?
M.R. Samuel. Con lui c’è stato subito feeling. Sapevo esattamente cosa avrebbe fatto o detto. Vivian, invece, era più imprevedibile.

-A chi dedichi il tuo romanzo?
A tutti quelli che hanno paura di prendere una decisione: fatelo. Come diceva un vecchio saggio: a volte i salti nel vuoto sono la scelta migliore. E a mio nonno, che un po’ mi ricorda Edward per la sua saggezza e dolcezza. 




Grazie a Maria Rita per aver risposto alle nostre domande. aspettiamo altri tuoi romanzi.




Recensione a cura di Paola