Titolo: Eterno constrasto, perfetto incastro
Autore: Serafina Lomaisto
Genere: contemporary romance
Editore: self publishing
Data di uscita: 1 dicembre 2018
«Regala te stesso solo a chi lo merita,al resto del mondo concedi una maschera»
Osservò le fiamme danzare e scoppiettare e il suo sguardo fu rapito dalle scintille. In particolare due attirarono la sua attenzione: sembravano entità distinte, si rincorrevano, incappando in una danza giocosa, si sfioravano senza mai riuscire a toccarsi per poi, infine, perdere consistenza e svanire in simultanea. Lei e Dorian erano come quelle due piccole scintille. Le loro anime si incontravano senza mai trovarsi davvero e si carezzavano, delicate come le corde di uno strumento, producendo una melodia conosciuta solo a loro e destinata a disperdersi nel vento."
"Dorian si sporse a sua volta, inchiodandola con un’espressione indecifrabile. «Buon dio, ragazza» mormorò. «Dovresti ringraziare le catene che mi legano i polsi.» Il cuore di lei mancò un battito. «Sarebbe una minaccia?» gli domandò in un sussurro flebile, nel tono una leggera punta di fastidio.Lui ridacchiò, mettendo in risalto il suo splendido sorriso, poi sollevò entrambe le mani incatenate verso il suo volto e le sistemò un capello ribelle dietro l’orecchio. Il contatto della sua pelle contro il palmo di Dorian la fece avvampare.La mano del ragazzo indugiò sul lobo di lei per poi scendere ad accarezzarle con l’indice le gote arrossate. «Più o meno» le rispose, a un centimetro dalle labbra."
"La sagoma vigorosa ed elegante di Eric si stagliava accanto alla vetrata, immobile e silenziosa come se facesse parte anch’essa dell’arredo. Aveva una spalla appoggiata alla parete di pietra, e le braccia, fasciate da una camicia, erano incrociate al petto nerboruto in una posa che denotava alterigia e superiorità. L’espressione era congelata in un’eterna indifferenza, emergeva dal buio della notte grazie al fascio di luce che gli dipingeva a metà il volto piacente, velato da un curato strato di barba bionda. Il barbaglio lunare si specchiava dentro i suoi occhi d’onice e i corti capelli d’oro sembravano rilucere come sottili fili argentati. Nessuna parvenza di emozione gli ammorbidiva i lineamenti del viso. Lo sguardo era fisso in un punto lontano, oltre il pallore spettrale della luna, immerso nelle tenebre del manto celeste come a voler trovare conforto nel buio notturno."
"Sapevano entrambi che l’avrebbe ucciso. Delilah non aveva alcuno scrupolo: che si trattasse di un bambino in fasce, di un adulto o di un vecchio, se si fosse frapposto tra lei e il suo obiettivo sarebbe morto. A maggior ragione se avesse avuto la pessima idea di ferirla. Poteva fiutare la paura del ragazzo, ma non se ne curò, dal momento che nel suo cuore non vi era spazio per la compassione. Non permetteva a nessuno di sfiorarla, a meno che non fosse lei a dare il suo consenso. Accecata dal dolore acuto e pulsante, strinse la spada in pugno e si avventò su di lui come una belva inferocita. Gli trapassò il petto con un gesto rapido, senza dargli il tempo di proferire parola o di fuggire. Il ragazzino esalò l’ultimo agonizzante respiro, la luce nei suoi occhi baluginò per un singolo istante prima di spegnersi per sempre. Quando il corpo cadde al suolo con un tonfo, Delilah ringhiò e premette il piede su quel torace fragile per estrarre la spada con facilità."